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post-title Giù il sipario: è morto Gigi Proietti. Addio al sorriso magico di Roma!

Giù il sipario: è morto Gigi Proietti. Addio al sorriso magico di Roma!

Giù il sipario: è morto Gigi Proietti. Addio al sorriso magico di Roma!

Giù il sipario: è morto Gigi Proietti. Addio al sorriso magico di Roma!

L’attore, drammaturgo e regista è scomparso il giorno del suo ottantesimo compleanno.

Proprio lui che per ottant’anni non ha fatto altro che ironizzare sul fatto di essere nato nel giorno della ricorrenza dei defunti, si è spento per gravi problemi cardiaci dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva in una clinica romana.

“Che dobbiamo fa’? La data è quella che è, il 2 novembre.” – diceva.

Attore, drammaturgo, cantante, regista, doppiatore, cabarettista e tanto altro: Gigi Proietti, l’uomo dai mille volti, è stato capace di farci ridere nelle vesti di Bruno Fioretti (Mandrake), di farci commuovere interpretando il Maresciallo Rocca e addirittura di spaventarci diventando il terribile Mangiafuoco nell’ultimo Pinocchio di Garrone.
Ha recitato sui palchi di tutta Italia, davanti a intere generazioni di spettatori; ha prestato la sua voce calda e immediatamente riconoscibile a grandi star internazionali come Robert De Niro, Sylvester Stallone, Dustin Hoffman e Marlon Brando.

Aperto al mondo, uomo dalle ampie vedute, ma col cuore sempre a Roma, la sua città, che tanto ha cantato e celebrato.
Uno dei più grandi gesti d’amore nei confronti della Capitale è stato regalarle un teatro, il Globe Theatre, il teatro shakespeariano nei giardini di villa Borghese, di cui è stato fondatore e direttore artistico fino ad oggi. Un posto in cui i giovani potessero imparare e innamorarsi di quest’arte bellissima e complessa, come accadeva nella sua scuola.

“Io sono nato a Roma, in uno dei posti più belli, a via Giulia, quartiere Monti, Campo de’ fiori, via di Monserrato, piazza Farnese: il fatto è che a Roma ‘ndo coglio coglio, c’è l’imbarazzo della scelta. – e continuava, innamorato come non mai, – Auguro a Roma tutto il bene possibile, dobbiamo mettercela tutta. Vorrei che fosse più amata, soprattutto dai romani”.

L’unica volta in cui la mandrakata non è riuscita, cala il sipario su uno degli spettacoli più belli di sempre.
Addio Maestro, simbolo della romanità più vera e genuina.
Addio core de Roma.

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